Sul gioco d’azzardo il governo non vuole decidere

governo e gioco d'azzardo

Dire che ce lo si aspettava sembra patetico ed anche di voler guardare negativamente la riforma del mondo del gioco d’azzardo attraverso la Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali… ma è successo. Ed ancora una volta c’è stato un rinvio “senza macchia e senza paura”, anche per il settore dei casino online italiani migliori, solo che rappresenta in realtà che lo Stato, per il momento almeno, ha “deciso di non prendere alcuna decisione” né d’accordo né “in proprio” relativamente alla ristrutturazione del settore. Tutto, quindi, proseguirà come il solito e si continuerà ad assistere alla nascita di ulteriori regolamenti comunali che ostacoleranno “liberamente” le attività ludiche.

Come tanti sanno, il riordino dell’offerta del gioco pubblico sul territorio del nostro bel Paese doveva tenersi lo scorso 15 settembre in Conferenza Unificata, ma la discussione è stata rinviata… così come “l’adeguarsi alle disposizioni della Legge di Stabilità 2016” e si sta allontanando sempre di più mentre i tempi, o meglio i nodi da sciogliere tra Governo e Regioni, non sono ancora stati dipanati, ed il tema del gioco verrà affrontato in un’altra seduta, ancora non definita. Ed intanto gli operatori ed il settore del gioco devono aspettare con sempre meno certezze.

Certamente, questo rinvio per giocare nei casino online non ha fatto altro che “ringalluzzire” l’assessore della Regione Lombardia, nonché paladina dello “no slot”, Viviana Beccalossi che non si è fatta mancare l’occasione di sottolineare questo ulteriore spostamento per il riordino del gioco, ed atti conseguenti, e dichiarare che questo atteggiamento del Governo non fa altro che confermare la NON intenzione dell’Esecutivo di eliminare le slot machine dai bar e dai tabaccai e che questa sia stata “una delle tante idee sparate da Renzi” che ha fatto così crollare le poche illusioni rimaste di chi non ama il gioco d’azzardo e lo vorrebbe eliminare dal territorio nazionale.

Molti detrattori dei casino online, in effetti, speravano che la Conferenza Unificata avrebbe finalmente “spezzato le catene con il gioco d’azzardo”, ma evidentemente bisognerà aspettare ancora che lo Stato riprenda a trattare con gli Enti Locali, qualora ne abbia in effetti voglia e desiderio, e porti avanti la proposta che era stata avanzata per il riordino dell’offerta del gioco pubblico. Alla Beccalossi evidentemente non sembra vero ricordare e ritornare “al balletto delle dichiarazioni di Renzi” relativamente all’eliminazione delle slot dagli esercizi pubblici ed anche alla stessa smentita con l’avanzata ipotesi di adottare questa misura definitiva solo per i locali privi di stanze separate ove “ospitare le famigerate macchinette”.

E continua l’assessore della Regione Lombardia, al quale non piacciono i casino legali italiani, incalzando i discorsi del premier ed i suoi riferimenti “calcistici” confermando che lo stesso con le sue dichiarazioni e con il conseguente rinvio della Conferenza Unificata abbia “buttato la palla in calcio d’angolo” e che, quindi, la “partita”, ed i suoi componenti, si ritroveranno a “centro campo” per “continuare a giocare”. Secondo Viviana Beccalossi, il nostro Premier ha proprio deciso di non decidere, ora, oltre che per pressioni da interessi specifici, anche dal fatto che annualmente il “piatto del gioco d’azzardo” ammonta per lo Stato a circa 9 miliardi di euro. E per il Premier sembra non contare come e da chi “provengono questi introiti”.